.:: In italiano ::.

Traduzioni tedesche fatte con i piedi? – Qui no!

Wednesday, February 17th, 2010

È sempre la stessa cosa: c’è chi dà la colpa al mercato, chi preferisce darla alle agenzie, chi recentemente anche allo Stato ecc., ma pochi sono i traduttori che si chiedono se le tariffe generalmente basse e la bassa qualità delle traduzioni offerte dal mercato italiano potrebbero forse dipendere anche un po’ dalla propria leggerezza (a volte anche nella propria lingua madre).

Cosa importa se in un contratto in un punto dove si parla di penali dimentico un “non” (si tratta di milioni? embè? non sono mica miei quei soldi…), oppure se in un altro testo ho trovato un’espressione che non ho mai letto o sentito prima, ma visto che ho passato poco tempo nel paese dalla cui lingua traduco e non avevo tempo e non volevo nemmeno fare brutta figura domandando al cliente, ho tirato un po’ ad indovinare, tanto la probabilità era alta che l’autore del testo volesse dire esattamente quello che poi ho un po’ inventato?…

Qui non si fanno queste cose! E se sospettate che una traduzione appena ricevuta possa non essere del tutto a posto, ci siamo noi.  Attualmente con “tariffa start” da € 0,027 (revisione con testo originale) e da € 0,02 (solo proofreading con attenzione allo stile). Cliccate sul banner per sapere di più!


Übersetzungen Italienisch Englisch Deutsch
… solamente buone traduzioni.

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Capito Obama?

Friday, February 12th, 2010

La dolorosa verità è che l’obiettivo di Obama non è mai stato quello di impedire che Teheran si procuri l’arma nucleare. Tutta la sua strategia delle “sanzioni-se-il-coinvolgimento-fallisce” non è altro che un espediente. L’amministrazione Obama non ha mai avuto l’intenzione di imporre sanzioni pungenti sull’Iran. Come un autorevole funzionario dell’amministrazione ha detto al New York Times, lo scopo dei discorsi sulle sanzioni è quello di persuadere gli iraniani a negoziare. Nelle sue parole: “Si tratta di riportarli ai negoziati, poiché il vero scopo è quello di evitare la guerra.”

Capito? Per quanto concerne Obama, un Iran con armi atomiche non è la preoccupazione principale. La preoccupazione principale è che Israele potrebbe usare la forza per impedire che Teheran si procuri armi nucleari.*

Difendersi, cioè.

*) Caroline Glick, Sarah Palin’s friendship, JPOST.com, 12/2/2010 (traduzione dall’inglese: Ralph Raschen)

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Ecco la spiegazione dell’antisemitismo svedese!

Thursday, September 17th, 2009

Da qualche giorno, grazie a Caroline Glick e la sua “emittente televisiva” satirica, c’è una spiegazione, anche se per ora, per quanto io sappia, solo per chi sa l’ebraico o l’inglese (e leggere sottotitoli a volte un po’ veloci). La colpa è del latte d’ABBA:

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Ho già capito, Fausto Carioti!

Friday, February 6th, 2009

Due giorni fa Lei ha scritto sul Suo blog:

Senza radici, senza politica estera, senza esercito, senza mercato: resta da capire cosa resta, a questo punto, della fantastica Europa unita.

Detto in fretta in fretta: restano tre cose, secondo me, della “fantastica” Europa unita, e cioè:

  • l’antisemitismo;
  • l’antiserbismo

(questo lo prova anche Lei quando dice che l’Ue “[n]on ha mai avuto un esercito comune. Col risultato che quando nei Balcani (a un’ora di volo dal cuore dell’Europa) si mettevano in piedi enormi macellerie a cielo aperto, le cancellerie continentali dovevano pietire aiuto alla deprecata ‘iperpotenza’ statunitense perché facesse quello che l’Unione europea non era capace di fare”: cioè bombardare ancora una volta i serbi un po’ per conto di un “popolo” legato all’ideologia “Blut und Boden”, e un po’ per conto suo); nonché

  • la raccolta differenziata.

Sono le cose che mi vengono in mente per ora, ma forse ce ne sono altre.


Übersetzungen Italienisch Englisch Deutsch
… Simply good translations.

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A proposito dei bambini (morti) di Hamas e D’Alema…

Friday, January 16th, 2009

… i quali, entrambi, seguendo la “buona” tradizione antisemitica, accusano gli Ebrei (israeliani) di massacri (premeditati) di bambini:

“Khaled di A-Rimal [Gaza], dice: ‘Noi bambini stiamo compiendo missioni di supporto per i combattenti di resistenza [di Hamas], trasmettendo messaggi sui movimenti delle forze nemiche oppure portando loro munizioni e cibo. Noi stessi non siamo consapevoli dei movimenti dei combattenti della Resistenza. Li vediamo in un posto, spariscono di colpo, poi ricompaiono da qualche altra parte. Sono come fantasmi; è molto difficile trovarli o ferirli.’ [Kul-Al-Arab (settimanale arabo-israeliano), 9 gennaio 2009]“

Dal weblog di Judith Apter Klinghoffer; traduzione dall’inglese di Ralph Raschen.

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Dalla “soluzione finale della questione ebraica” al “boicottaggio finale di Israele” (con ticket di sinistra d’andata e ritorno)

Saturday, January 10th, 2009

Da Levante Online (10/01/2009) in questi giorni si apprende che:

Il sindacato autonomo del commercio Flaica-Cub (Federazione lavoratori agro-industria commercio ed affini uniti), per mezzo del segretario Giancarlo Desiderati, lancia un “boicottaggio degli acquisti nei negozi del commercio a Roma che si rifanno alla comunità israelitica”.

Ma non è tanto grave poiché per essere più precisi:

La Flaica si affretta a smentire e ad aggiungere: «Non e’ mai stata nominata nei nostri comunicati la comunità ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti».

Al contrario dei cittadini d’Israele che (a prescindere dai poveri oppressi arabi) sono tutti ladri, farabutti e… militaristi imperialisti peggio dei prussiani, degli amerikani e dei serbi messi insieme (per non dir ciò che di solito diciamo più tardi al bar) e che, secondo Desiderati, si meritano

«il boicottaggio finale di Israele perché chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia Palestinese che Israeliano commette un crimine contro la vita umana e per questo va boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altre armi da guerra.» [grassetto mio, RR]

mentre, come quasi tutti sanno, ”per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altre armi da guerra”, i “palestinesi”, la sinistra italiana li boicotta finalmente già da anni.
(more…)

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Da leggere per intero, possibilmente

Wednesday, November 19th, 2008

Un periodaccio, davvero! E’ successo di tutto, nel bene e nel male, piu’ che altro nel male.
Hamas ha ripreso a bombardare Israele, Sderot e Ashkelon sono sotto tiro da giorni, un centinaio di missili dal 4 novembre, persone ferite, paura, panico, terrore, rabbia per l’indecisione di Ehud Barak e per le dichiarazioni dell’Unione Europea che anziche’ pretendere dai palestinesi la fine dei bombardamenti e della costruzione di tunnel in territorio israeliano, ha chiesto a Israele di non chiudere i passaggi verso Gaza.
Il colmo dell’ipocrisia e della malvagita’ verso i cittadini israeliani colpiti dai missili.
A Ramallah e’ stata arrestata una donna pronta a fare la kamikaze.
Il turismo in Israele e’ aumentato del 20 % rispetto all’ottobre 2007.
Bene, benissimo.

Continua sul Diario di Deborah Fait…

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Morgantini über alles

Wednesday, October 15th, 2008

Lo scorso 9 novembre, nel 69° anniversario della Kristallnacht, il pogrom antiebraico nazionalsocialista che costituì “l’inizio dell’Olocausto” (Deborah Weiss), è stata pubblicata sulla National-Zeitung (”Giornale nazionale”, con sede a Monaco di Baviera) un’intervista a Luisa Morgantini*, vicepresidente del Parlamento europeo, attivista antisionista, e gran sostenitrice dello stragista antisemitico arabo Marwan Barghouti.

La National-Zeitung, secondo la versione tedesca di Wikipedia, pubblica principalmente “articoli minimizzanti sul passato tedesco del nazionalsocialismo, prendendo soprattutto le difese della Wehrmacht. Secondo i critici del giornale, [vi] si fomentano risentimenti contro gli ebrei con titoli stereotipati e con articoli antisemitici e in altri articoli si attaccano lo stato di diritto democratico e i suoi rappresentanti”.

Fra i “critici” della National-Zeitung va annoverato anche l’Ufficio federale per la tutela della Costituzione (Verfassungsschutz). L’intervista a Morgantini è intitolata “‘Israel praktiziert Apartheid’“. Non serve la traduzione del titolo, credo, e il contenuto dell’intervista è fatto delle consuete insinuazioni che si possono leggere anche quotidianamente in italiano, per es. su il manifesto, Liberazione ecc.

Tuttavia, un particolare dell’intervista va forse rilevato come ulteriore esempio della straordinaria logica di certi combattenti di sinistra alleati degli sterminatori odierni di ebrei. Disse la Morgantini, vicepresidente del parlamento europeo, al giornale antisemita, con buona pace di quest’ultimo:

Io, però, non sono un’antisemita, bensì la figlia di un partigiano il quale nella Seconda Guerra Mondiale combatté nelle montagne d’Italia contro la Wehrmacht tedesca.

L’antifascismo, quindi, la Luisa ce l’ha nel DI ENNE A, niente da fare, è scientifico.

Inoltre la Luisa confessò a quel giornalaccio di essere “cresciuta [...] con il ‘Diario di Anne Frank’ che giaceva sotto il mio cuscino”. E quindi, cari giovani aspiranti a fare i massacratori di ebrei senza volere passare da antisemiti, se non potete più contare su genitori, bensì magari solo su un bisnonno partigiano, non dimenticatevi di ficcare, per un certo periodo, un esemplare del Diario di Anne Frank sotto il cuscino, il che vi aiuterà. Così i sionisti avranno molta difficoltà a sostenere che voi siate degli antisemiti e non semplicemente dei combattenti ‘contro l’apartheid’, ‘contro l’occupazione’, ‘per la Palestina’, ‘per la giustizia’, ‘per la pace’ ecc. blabla.

È comodo, no? Poi non vi costa quasi niente.

*) Online: http://www.archiv.national-zeitung.de/cgi-bin/suchmausg.pl?suchw=Morgantini&extern=extern&kategorie=0&exakt=alle&treffer=&ref=http://www.archiv2007.national-zeitung.de/NZ46_3.html#tome1

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L’Italia è campione d’Europa (2)

Saturday, September 6th, 2008

In un post recente avevamo riferito che “a detta del comandante italiano Graziano, [l’hezbollah] collabora tanto bene con l’UNIFIL nel Libano“. Ci siamo invece dimenticati di aggiungere che il generale Graziano sembra soffrire di una falsa modestia veramente fuori luogo, poiché anche il rovescio della medaglia, e cioè il fatto che, viceversa, anche l’Unifil non collabora maluccio con i terroristi dell’hezbollah, è, per così dire, carino. Ad esempio, all’inizio di marzo

attivisti armati di hezbollah [...] che guidavano un autocarro pieno d’esplosivi, minacciarono il battaglione italiano dell’UNIFIL con le armi. Invece di usare la forza, come richiesto dal loro mandato, i soldati dell’Onu abbandonarono il posto.

L’organizzazione antisemitica Hezbollah, da parte sua, secondo una dichiarazione recente del suo segretario generale Nasrallah, si considera tuttora in guerra con Israele (”die Jüdische” del 05/09/2008) e sembra anche più massicciamente armata di prima di quella nuova “missione di pace” voluta da gente come Prodi, D’Alema e Rice.

Dire che uno più uno fa due, e cioè che l’UNIFIL è servito e serve a camuffare e con ciò a sostenere i preparativi di guerra di sterminio dell’Iran contro Israele, sarebbe tuttavia molto esagerato. E sarebbe ancora peggio dire che tutto questo sarebbe stato previsto già dall’allora presidente di consiglio Romano Prodi quando si impegnò tanto per impedire ad Israele di sconfiggere efficacemente quelli che intendono annientarla, arrivando perfino a proporre come mediatore per la risoluzione “pacifica” del conflitto fra Hezbollah e Israele proprio un rappresantante dei tele-comandanti dei terroristi jihadisti, l’iraniano Ali Larijani.

Eh no: e non si può proprio dire che, come ebbe a dire il defunto presidente del Consiglio centrale degli Ebrei in Germania, Paul Spiegel, “dietro il grido di pace si trincerano gli assassini”! Non si può!

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L’Italia è campione d’Europa…

Monday, August 18th, 2008

… almeno per quanto riguarda gli affari con l’unico Stato del mondo – l’Iran – il cui scopo dichiarato è la cancellazione di Israele dalla carta geografica, che a tale scopo sta cercando di costruirsi la bomba atomica e che allo stesso scopo ha creato l’Hezbollah che, a detta del comandante italiano Graziano, collabora tanto bene con l’Unifil nel Libano. Il titolo di “campione europeo segreto” potrebbe spettare invece alla Germania, visto che quest’ultima sta svolgendo una parte crescente dei suoi affari con i mullah attraverso paesi terzi. Per vedere la classifica completa dell’ipocrisia antisemitica europea cliccare qui.

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Kosovo: proposta di lettura per il sig. Giuliano Ferrara

Tuesday, July 1st, 2008

che sa l’inglese e che ammirava tanto il sig. Massimo D’Alema per avere saputo portare la sinistra italiana a una guerra (forse quasi fino a quando camminò pubblicamente a braccetto con l’hezbollah).

Poiché a che tipo di guerra (guarda caso) il D’Alemah ha portato la sinistra o il governo di centro-sinistra italiano di allora lo spiega bene Julia Gorin:

For the past eight years, I’ve been in a lonely place politically. I don’t mean the kind of lonely that conservatives generally find themselves in. I’m talking about utter desolation, for there are just as few conservatives as liberals where I’ve been. One of the only non-Serbian Americans to do so, I watched with steady interest for the better part of a decade the clockwork predictability of the fallout from our forgotten Kosovo intervention, a bombing campaign against an emerging post-Communist democracy rooted in Judeo-Christian values–on behalf of tribalistic, blood-code-following nominal Muslims claiming oppression and no less than genocide and ethnic cleansing.

Watching the Albanians predictably move on to terrorize Macedonia within a few months of our intervention that would “contain” the conflict, and then watching Albanians turn their weapons on NATO peacekeepers within 18 months, I wondered what it would take to get a national discussion going about that huge, self-destructive debacle. What would it take to have the debate that, it must be said despite my hobby of mocking Europeans, the German public had in 2001 when it put its politicians’ feet to the fire after learning the hoax that their country had been party to, thanks to a German documentary unapologetically titled “It Began with a Lie.”

Per continuare a leggere l’articolo di Julia Gorin pubblicato il 4 luglio 2007 su American Thinker cliccare qui.

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Perché l’Hezbollah (e cioè l’Iran) ha vinto il Libano

Tuesday, May 13th, 2008

Per rendere possibile il facile trionfo di Hezbollah era necessario che moltissime forze voltassero le spalle alle forze democratiche del Libano. Era necessario che moltissimi attori facessero finta di non vedere il riarmo di Hezbollah finanziato dall’Iran e dalla Siria durante gli ultimi due anni. Era necessario che moltissimi attori ignorassero e, con ciò, esacerbassero le debolezze interne del movimento del 14 marzo e del governo Siniora da esso creato. Era necessario che moltissimi paesi ed organizzazioni internazionali accettassero la finzione che l’esercito libanese ricevesse i suoi ordini dal governo libanese eletto.

Caroline Glick (traduzione nostra)

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