Quando i tedeschi vincono, io, “tedesco”, perdo sempre molto. Muoio. È stato il caso quando sono riusciti a formare un racket abbastanza compatto per risuscitare nuovamente il jihad contro i serbi (e, in ultima istanza, anche gli ebrei e gli americani), incorporando in esso l’Italia “fondata sul lavoro”, per bombardarli (o meglio: soprattutto farli bombardare) infine senza pietà, ed è il caso anche ora che, dopo avere smontato il da sempre troppo americano Berlusconi, stanno definitivamente riconquistando l’Europa con mezzi “pacifici”, anche se magari “solo” per poi unterzugehen (you know the movie, Der Untergang, don’t you?) tutti insieme nella lotta contro il “potere giudaico-finanziario internazionale”, la “plutocrazia”. (more…)
Siamo un gruppo di italiani tornati dalla Libia il 10 agosto. Di una cosa eravamo certi: che nessun manipolo di ribelli avrebbe potuto attaccare Tripoli senza che venisse distrutto prima di varcare le soglie della città, nonostante la Nato potesse aiutarli con bombardamenti mirati una avanzata di forze miste, ben addestrate, armate e sovvenzionate dalla Nato stessa… sarebbe stata molto difficile, non conoscevamo però o non credevamo possibile che il popolo di Tripoli sarebbe stato drogato e reso inefficiente dalle mirabolanti menzogne mediatiche della regia Nato/Al Jazeera. (more…)
“Lo scandalo comincia quando la polizia procura di Milano vi pone fine.”
Pierluigi Bersani non esclude un’alleanza con Gianfranco Fini. “Davanti a un problema di profilo costituzionale, a una resa di conti tra modello populistico e modello rappresentativo… io vado con chiunque” ha dichiarato in diretta il leader del Pd [...].
Il “Suo” Camilleri con il suo “senso dello Stato” con la S maiuscola e spesso e volentieri anche in grassetto e corsivo, non credo che mi piacerebbe. Mi pare che costui scriva con troppo poco rispetto per la Syntax (senza grassetto) e quindi anche per la logica. Ich halte es, so gut ich kann, mit Karl Kraus e, inoltre, il fatto che Camilleri partecipò ad almeno un “No Cav Day” non me lo rende affatto più simpatico – non amo Berlusconi, ma non sono (più) né anti-italiano né antisemita, né antiserbo, né anti-americano (ragion per cui circa quindici anni fa, dopo che i tedeschi, il primo di settembre di quell’anno, 1995, partendo da Piacenza cercarono di bombardare Pale, fui estradato freddamente da Bologna ad opera di un mob proto-nazista variopinto, costituito da amanti della Pace con la P maiuscola e dello Stato, ‘quando ci vuole’ anche con due S, che più o meno tacitamente mi accusava di avere compiuto tutte le nefandezze possibili di questo mondo (e quindi, in ultima istanza, di essere un ebreo con la E maiuscola)).
Sono confermato nel mio giudizio dal fatto che qui, il Nostro dice che “[i]n realtà non faccio altro nei miei romanzi” che raccontare seriamente che “[i]o sono un italiano nato in Sicilia che ha un forte senso dello stato e che stima gli avversari politici che hanno lo stesso forte senso dello stato”. Si tratta quindi quasi certamente di uno scrittore rassicurante con la R – o, meglio, con la kappa – maiuscola e già per questo motivo preferirei non incontrarlo da nessuna parte, neanche nelle sue opere di fiction, poiché temo che mi racconterebbe sempre solo kvesto.
Mi sembra, insomma, che si tratti proprio di uno di quegli ideologi (con la I maiuscola e in grassetto e corsivo) tedeschi “italiani” d’ogni nazionalità, inclusa purtroppo anche quella israeliana, a dir poco odiatori di Israele, che al giorno d’oggi ti saltano addosso a ogni piè sospinto, e pertanto il caso Camilleri Io lo chiuderei volentieri già dopo avere eseguito le mie prime modeste indagini preliminari nell’internet. Poiché a differenza di qualcun altro, che circa due anni fa or sono fu tentato di buttare i prodotti cartecei del Nostro nella spazzatura, a me forse potrebbe venire voglia di ficcare il libro preso a prestito (per dialettaleggiare un po’ come Camilleri) int el tsess, per poi premere il tasto dell’acqua. Ma chi me lo sturerebbe poi, il water, casomai? Non g’ho né il Temp, né i Skei. Inoltre, dovrei risarcire la biblioteca per il danno economico. Avendo anche già assaggiato qualcosa della sua fiction su internet, un’impresa del genere mi sembrerebbe per ora troppo rischiosa.
Kol Israel ha riferito che sulla strada di collegamento 396, vicino alla città di Shaked nel nord della Samaria, un trattore guidato da un palestinese ha tamponato un camion con bombole di gas nella cui cabina, accanto al conducente israeliano, erano seduti tre bambini israeliani. Il conducente del trattore e tutti e tre i bambini sono morti. La notizia [sic] viene chiamata senza eccezione un incidente, ed anche nei media israeliani non vi è nessun dibattito su un [possibile] retroscena terroristico.
Mentre il calciatore turco-tedesco Mesut Özil fa il saluto nazista in Sudafrica (vedi screenshot da www.spiegel.de, 11/7/2010, ore 0.39) poco dopo che il parlamento tedesco ha approvato unanimemente una resolutione in cui si chiede ad Israele la cessazione del blocco di Gaza, in altre parole: la “ri-liberalizzazione” del traffico d’armi destinato ad Hamas nonché la facilitazione della circolazione di terroristi antisemiti in Israele, affinché i racket islamisti possano continuare meno disturbati da misure di difesa israeliane a sterminare altri sei milioni di ebrei, “[i] «pacifisti» a senso unico ci riprovano a mettere in piedi una nuova flottiglia per sbarcare a Gaza. Gli amici italiani di Hamas sono in prima linea. Si incontrano con i diplomatici turchi dell’ambasciata a Roma e annunciano che sono già pronte sei navi delle 20 previste. L’istituto israeliano per l’antiterrorismo di Herzilya denuncia che si tratta di «una nuova flottiglia della guerra santa» pronta a salpare in settembre e punta il dito contro gli organizzatori italiani.” (Il Giornale, 8/7/2010)
Il portale di notizie (in lingua tedesca) Heute in Israel riferisce oggi che lo scorso martedì si è riunito in seduta per la prima volta lo “steering committee tedesco-palestinese” (“Deutsch-palästinensischer Lenkungsausschuss”). Secondo il sito, che si richiama a DW-World, vi hanno partecipato dieci ministri “palestinesi” e dieci ministri tedeschi, fra cui il primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese Salam Fayyad ed il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle.
Westerwelle si sarebbe detto “orgoglioso” del fatto che, come scrive il sito, “la Germania è il primo ed unico paese ad avere istituito una commissione del genere insieme all’ANP, la quale si riunirà ogni anno, alternatamente a Berlino e a Ramallah”. (more…)
“Ogni volta che si avvicina una guerra i nemici di Israele aumentano e gli amici tendono a cambiar registro. Che sia vicina un’altra strage di innocenti?”
Gli Usa non hanno promesso ad Israele di attaccare l’Iran in ogni caso se le sanzioni non spingono il regime [iraniano] a cambiare idea – bensì di mantenere lo scenario della minaccia militare come parte del processo diplomatico e della pressione nei confronti di Teheran. Questo [scenario] ora non esiste più e con ciò [Barack] Hussein [Obama] ha firmato un assegno in bianco per la bomba a favore degli ayatollah. Questo, a Teheran, non sarà inteso diversamente.
La dolorosa verità è che l’obiettivo di Obama non è mai stato quello di impedire che Teheran si procuri l’arma nucleare. Tutta la sua strategia delle “sanzioni-se-il-coinvolgimento-fallisce” non è altro che un espediente. L’amministrazione Obama non ha mai avuto l’intenzione di imporre sanzioni pungenti sull’Iran. Come un autorevole funzionario dell’amministrazione ha detto al New York Times, lo scopo dei discorsi sulle sanzioni è quello di persuadere gli iraniani a negoziare. Nelle sue parole: “Si tratta di riportarli ai negoziati, poiché il vero scopo è quello di evitare la guerra.”
Capito? Per quanto concerne Obama, un Iran con armi atomiche non è la preoccupazione principale. La preoccupazione principale è che Israele potrebbe usare la forza per impedire che Teheran si procuri armi nucleari.*
Da qualche giorno, grazie a Caroline Glick e la sua “emittente televisiva” satirica, c’è una spiegazione, anche se per ora, per quanto io sappia, solo per chi sa l’ebraico o l’inglese (e leggere sottotitoli a volte un po’ veloci). La colpa è del latte d’ABBA:
Senza radici, senza politica estera, senza esercito, senza mercato: resta da capire cosa resta, a questo punto, della fantastica Europa unita.
Detto in fretta in fretta: restano tre cose, secondo me, della “fantastica” Europa unita, e cioè:
l’antisemitismo;
l’antiserbismo
(questo lo prova anche Lei quando dice che l’Ue “[n]on ha mai avuto un esercito comune. Col risultato che quando nei Balcani (a un’ora di volo dal cuore dell’Europa) si mettevano in piedi enormi macellerie a cielo aperto, le cancellerie continentali dovevano pietire aiuto alla deprecata ‘iperpotenza’ statunitense perché facesse quello che l’Unione europea non era capace di fare”: cioè bombardare ancora una volta i serbi un po’ per conto di un “popolo” legato all’ideologia “Blut und Boden”, e un po’ per conto suo); nonché
la raccolta differenziata.
Sono le cose che mi vengono in mente per ora, ma forse ce ne sono altre.
“Khaled di A-Rimal [Gaza], dice: ‘Noi bambini stiamo compiendo missioni di supporto per i combattenti di resistenza [di Hamas], trasmettendo messaggi sui movimenti delle forze nemiche oppure portando loro munizioni e cibo. Noi stessi non siamo consapevoli dei movimenti dei combattenti della Resistenza. Li vediamo in un posto, spariscono di colpo, poi ricompaiono da qualche altra parte. Sono come fantasmi; è molto difficile trovarli o ferirli.’ [Kul-Al-Arab (settimanale arabo-israeliano), 9 gennaio 2009]“
Da Levante Online (10/01/2009) in questi giorni si apprende che:
Il sindacato autonomo del commercio Flaica-Cub (Federazione lavoratori agro-industria commercio ed affini uniti), per mezzo del segretario Giancarlo Desiderati, lancia un “boicottaggio degli acquisti nei negozi del commercio a Roma che si rifanno alla comunità israelitica”.
Ma non è tanto grave poiché per essere più precisi:
La Flaica si affretta a smentire e ad aggiungere: «Non e’ mai stata nominata nei nostri comunicati la comunità ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti».
Al contrario dei cittadini d’Israele che (a prescindere dai poveri oppressi arabi) sono tutti ladri, farabutti e… militaristi imperialisti peggio dei prussiani, degli amerikani e dei serbi messi insieme (per non dir ciò che di solito diciamo più tardi al bar) e che, secondo Desiderati, si meritano
«il boicottaggio finale di Israele perché chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia Palestinese che Israeliano commette un crimine contro la vita umana e per questo va boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altre armi da guerra.» [grassetto mio, RR]
mentre, come quasi tutti sanno, ”per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altre armi da guerra”, i “palestinesi”, la sinistra italiana li boicotta finalmente già da anni. (more…)
Un periodaccio, davvero! E’ successo di tutto, nel bene e nel male, piu’ che altro nel male.
Hamas ha ripreso a bombardare Israele, Sderot e Ashkelon sono sotto tiro da giorni, un centinaio di missili dal 4 novembre, persone ferite, paura, panico, terrore, rabbia per l’indecisione di Ehud Barak e per le dichiarazioni dell’Unione Europea che anziche’ pretendere dai palestinesi la fine dei bombardamenti e della costruzione di tunnel in territorio israeliano, ha chiesto a Israele di non chiudere i passaggi verso Gaza.
Il colmo dell’ipocrisia e della malvagita’ verso i cittadini israeliani colpiti dai missili.
A Ramallah e’ stata arrestata una donna pronta a fare la kamikaze.
Il turismo in Israele e’ aumentato del 20 % rispetto all’ottobre 2007.
Bene, benissimo.
Lo scorso 9 novembre, nel 69° anniversario della Kristallnacht, il pogrom antiebraico nazionalsocialista che costituì “l’inizio dell’Olocausto” (Deborah Weiss), è stata pubblicata sulla National-Zeitung (“Giornale nazionale”, con sede a Monaco di Baviera) un’intervista a Luisa Morgantini*, vicepresidente del Parlamento europeo, attivista antisionista, e gran sostenitrice dello stragista antisemitico arabo Marwan Barghouti.
La National-Zeitung, secondo la versione tedesca di Wikipedia, pubblica principalmente “articoli minimizzanti sul passato tedesco del nazionalsocialismo, prendendo soprattutto le difese della Wehrmacht. Secondo i critici del giornale, [vi] si fomentano risentimenti contro gli ebrei con titoli stereotipati e con articoli antisemitici e in altri articoli si attaccano lo stato di diritto democratico e i suoi rappresentanti”.
Fra i “critici” della National-Zeitung va annoverato anche l’Ufficio federale per la tutela della Costituzione (Verfassungsschutz). L’intervista a Morgantini è intitolata “‘Israel praktiziert Apartheid’“. Non serve la traduzione del titolo, credo, e il contenuto dell’intervista è fatto delle consuete insinuazioni che si possono leggere anche quotidianamente in italiano, per es. su il manifesto, Liberazione ecc.
Tuttavia, un particolare dell’intervista va forse rilevato come ulteriore esempio della straordinaria logica di certi combattenti di sinistra alleati degli sterminatori odierni di ebrei. Disse la Morgantini, vicepresidente del parlamento europeo, al giornale antisemita, con buona pace di quest’ultimo:
Io, però, non sono un’antisemita, bensì la figlia di un partigiano il quale nella Seconda Guerra Mondiale combatté nelle montagne d’Italia contro la Wehrmacht tedesca.
L’antifascismo, quindi, la Luisa ce l’ha nel DI ENNE A, niente da fare, è scientifico.
Inoltre la Luisa confessò a quel giornalaccio di essere “cresciuta [...] con il ‘Diario di Anne Frank’ che giaceva sotto il mio cuscino”. E quindi, cari giovani aspiranti a fare i massacratori di ebrei senza volere passare da antisemiti, se non potete più contare su genitori, bensì magari solo su un bisnonno partigiano, non dimenticatevi di ficcare, per un certo periodo, un esemplare del Diario di Anne Frank sotto il cuscino, il che vi aiuterà. Così i sionisti avranno molta difficoltà a sostenere che voi siate degli antisemiti e non semplicemente dei combattenti ‘contro l’apartheid’, ‘contro l’occupazione’, ‘per la Palestina’, ‘per la giustizia’, ‘per la pace’ ecc. blabla.
In un post recente avevamo riferito che “a detta del comandante italiano Graziano, [l’hezbollah] collabora tanto bene con l’UNIFIL nel Libano“. Ci siamo invece dimenticati di aggiungere che il generale Graziano sembra soffrire di una falsa modestia veramente fuori luogo, poiché anche il rovescio della medaglia, e cioè il fatto che, viceversa, anche l’Unifil non collabora maluccio con i terroristi dell’hezbollah, è, per così dire, carino. Ad esempio, all’inizio di marzo
L’organizzazione antisemitica Hezbollah, da parte sua, secondo una dichiarazione recente del suo segretario generale Nasrallah, si considera tuttora in guerra con Israele (“die Jüdische” del 05/09/2008) e sembra anche più massicciamente armata di prima di quella nuova “missione di pace” voluta da gente come Prodi, D’Alema e Rice.
Dire che uno più uno fa due, e cioè che l’UNIFIL è servito e serve a camuffare e con ciò a sostenere i preparativi di guerra di sterminio dell’Iran contro Israele, sarebbe tuttavia molto esagerato. E sarebbe ancora peggio dire che tutto questo sarebbe stato previsto già dall’allora presidente di consiglio Romano Prodi quando si impegnò tanto per impedire ad Israele di sconfiggere efficacemente quelli che intendono annientarla, arrivando perfino a proporre come mediatore per la risoluzione “pacifica” del conflitto fra Hezbollah e Israele proprio un rappresantante dei tele-comandanti dei terroristi jihadisti, l’iraniano Ali Larijani.
Eh no: e non si può proprio dire che, come ebbe a dire il defunto presidente del Consiglio centrale degli Ebrei in Germania, Paul Spiegel, “dietro il grido di pace si trincerano gli assassini”! Non si può!
… almeno per quanto riguarda gli affari con l’unico Stato del mondo – l’Iran – il cui scopo dichiarato è la cancellazione di Israele dalla carta geografica, che a tale scopo sta cercando di costruirsi la bomba atomica e che allo stesso scopo ha creato l’Hezbollah che, a detta del comandante italiano Graziano, collabora tanto bene con l’Unifil nel Libano. Il titolo di “campione europeo segreto” potrebbe spettare invece alla Germania, visto che quest’ultima sta svolgendo una parte crescente dei suoi affari con i mullah attraverso paesi terzi. Per vedere la classifica completa dell’ipocrisia antisemitica europea cliccare qui.
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